Ho una forte passione per la fotografia,
ho una macchina è digitale e per ovvi motivi
sto eseguendo fotografie digitali..ho bisogno però
se fosse possibile un consiglio se continuare con il
digitale non modificato o ritornare al classico, visto
che vorrei incanalare la mia passione e la mia fantasia,
tutta da verificare, nel modo giusto per vedere se magari
in tardo futuro spero breve, qualche mia foto attirerà
la curiosità di qualcuno...ecco quindi la domanda
in sintesi.....meglio digitale o classica, che corsi
fare e come affrontare un concorso e con che tipo è
meglio iniziare, le cose fondamentali per iniziare bene.
Massimiliano
Verona
Risposta
Meglio digitale o analogico?
Molto dipende dalla macchina fotografica che lei utilizza:
infatti non dimentichiamo che le digitali più
diffuse sono le “compatte” che, esattamente
come le compatte analogiche non lasciano molto spazio
di operatività. Poi è evidente che non
è la macchina a realizzare immagini di qualità,
ma bensì è la capacità del fotografo
di trasferire in immagini quello che lui riesce a vedere,
ma per fare questo molto spesso è necessario
intervenire sfruttando tecniche che non si possono usare
sulle compatte.
Pertanto, a mio avviso, se lei intende crescere in questo
mondo della fotografia è quasi indispensabile
che utilizzi una REFLEX (dico quasi perché ci
sono artisti in grado di ottenere immagini che hanno
fatto e faranno la storia della fotografia con apparecchiature
molto più modeste, per esempio Maurizio Galimberti
usa una semplice Polaroid, ma rimaniamo con i piedi
per terra!!).Meglio digitale o analogico? Molto dipende
dalla macchina fotografica che lei utilizza: infatti
non dimentichiamo che le digitali più diffuse
sono le “compatte” che, esattamente come
le compatte analogiche non lasciano molto spazio di
operatività. Poi è evidente che non è
la macchina a realizzare immagini di qualità,
ma bensì è la capacità del fotografo
di trasferire in immagini quello che lui riesce a vedere,
ma per fare questo molto spesso è necessario
intervenire sfruttando tecniche che non si possono usare
sulle compatte.
Pertanto, a mio avviso, se lei intende crescere in questo
mondo della fotografia è quasi indispensabile
che utilizzi una REFLEX (dico quasi perché ci
sono artisti in grado di ottenere immagini che hanno
fatto e faranno la storia della fotografia con apparecchiature
molto più modeste, per esempio Maurizio Galimberti
usa una semplice Polaroid, ma rimaniamo con i piedi
per terra!!).
Ora decidere se reflex digitale o analogica è
una scelta dovuta sostanzialmente da 2 fattori: il costo,
ancora molto alto per le digitali, e l’eventuale
esigenza di stampare Bianco e Nero in modo tradizionale.
Infatti la reflex digitale offre opportunità
eccezionali ma non permette di realizzare il classico
negativo bianco e nero che molto appassiona i fotoamatori
evoluti che passano ore poi in camera oscura per stamparlo.
Qualora non avesse problemi di costi e non fosse attratto
Bianco e Nero, è evidente che il digitale offre
opportunità che non temono alcun confronto.
Per quanto riguarda i corsi ed i concorsi, quello che
mi sento di dirle è di frequentare un corso base
di fotografia che le dà, appunto, le basi, e
poi cercare il confronto con altri appassionati, molto
bene assolvono a questo scopo i circoli fotografici
dove lei potrà sicuramente avere consigli e critiche
costruttive sul suo operato
Ora decidere se reflex digitale o analogica è
una scelta dovuta sostanzialmente da 2 fattori: il costo,
ancora molto alto per le digitali, e l’eventuale
esigenza di stampare Bianco e Nero in modo tradizionale.
Infatti la reflex digitale offre opportunità
eccezionali ma non permette di realizzare il classico
negativo bianco e nero che molto appassiona i fotoamatori
evoluti che passano ore poi in camera oscura per stamparlo.
Qualora non avesse problemi di costi e non fosse attratto
Bianco e Nero, è evidente che il digitale offre
opportunità che non temono alcun confronto.
Per quanto riguarda i corsi ed i concorsi, quello che
mi sento di dirle è di frequentare un corso base
di fotografia che le dà, appunto, le basi, e
poi cercare il confronto con altri appassionati, molto
bene assolvono a questo scopo i circoli fotografici
dove lei potrà sicuramente avere consigli e critiche
costruttive sul suo operato
Domanda:
Nelle macchine fotografiche digitali amatoriali, generalmente ci sono diverse possibilità di salvare le foto: tiff, jpg fine, normal ed altro,
quale di questi formati preferire e perchè.
proposta da Luca da Tezze di Piave.
Risposta:
Direi che innanzitutto bisogna spiegare almeno a grandi linee cosa in realtà viene salvato dalla macchina utilizzando uno dei formati sopracitati.
Tiff: tutti i dati trasformati in digitale dal convertitore A/D (analogico digitale) della macchina stessa con relativa singola mappatura (coordinate spazio e colore) dei punti (pixel) che formano la nostra immagine.
Jpg: tutti i dati trasformati come sopra ma, raggruppati per similitudini ad esempio, se in una foto comprendente il cielo questo è completamente azzurro verrà salvato il contorno di pixel del cielo ed il valore colore di riempimento di tutta l'area interna, con un ovvio risparmio di numero di dati da salvare.
I vari livelli di compressione jpg determinano la tolleranza con cui viene eseguita questa mappatura e di conseguenza il numero di "mucchieti di pixel" e la conseguente finezza dei dettagli della immagine stessa.
Aggiungerei il formato "Raw" oramai sempre più presente nelle digitali di fascia prosumer, che salva direttamente tutti i dati "visti" dal sensore.
Il consiglio di conseguenza è quello di scegliere il formato più confacente alle nostre esigenze di immagine: raw se esiste sulla nostra fotocamera,
tiff se la capacità della nostra memoria lo permette, jpg se ci accontentiamo di una immagine un poco più scadente ma che occupa decisamente
uno spazio minore nella nostra scheda di memoria. Per i vari livelli di compressione jpg, non usando tutte le macchine lo stesso valore,
consiglierei di fare una prova molto semplice: scattare la stessa foto, possibilmente su cavalletto, ai vari livelli di compressione e dopo averle visionate sul computer saremo in grado di decidere in funzione delle nostre pretese.
Domanda:
Che cos’è il ’blooming’.
proposta da Roberto da Belluno
Risposta:
E’ un difetto che si verifica nelle alte luci, e più precisamente sui riflessi di luce intensa. Quando un’immagine presenta dei punti di luce molto forti,
in quell’area i pixel del sensore vengono sovraccaricati e sbordano sui pixel adiacenti, creando una vera e propria sovraesposizione indesiderata.
Domanda:
Salve, desidererei stampa da dia un’immagine paesaggistica (immagine poco contrastata ndr.), qual’è la tecnologia migliore per una miglior resa cromatica e dei dettagli per questo tipo di formato? Mi sono state proposte diverse soluzioni: ciba e digitale, qual’è la miglior stampa? e nel digitale che tecnologie esistono e quali sono le differenze per le stampe da dia? grazie
proposta da Giancarlo
Risposta:
Le tecniche per ottenere
delle stampe da una diapositiva sono diverse, infatti
fino a prima dell’avvento prepotente del sistema digitale
venivano utilizzati in modo diffuso sostanzialmente
3 sistemi: il processo Cibacrome ( per motivi puramente
commerciali ha cambiato nome e adesso chiama ILFOCROME
, da ILFORD, che è la casa che lo produce), il processo
P3 KODAK e l’iternegativo, che consisteva nel rifotografare
la diapositiva per poi stamparla come un normale negativo.
Il P3 e l’internegativo permettevano di produrre stampe
di qualità media, e attualmente vengono usati solo in
casi isolati. L’ILFOCROME (ex “CIBA”) invece permette
di produrre stampe con una elevatissima brillantezza
una forte saturazione di colori, adatte a stampare immagini
che richiedono queste caratteristiche ( paesaggi, fiori,
macro,ecc..) purchè la diapositiva non sia troppo contrastata
e non presenti zone eccessivamente “chiuse”, proprio
perché questo processo di stampe accentua queste caratteristiche.
La stampa digitale richiede un discorso decisamente
più complesso, infatti introduce una variabile che negli
altri processi non è necessaria: la SCANSIONE della
Diapositiva. Infatti la qualità della stampa dipende
molto dalla qualità della scansione che permette di
creare un File con caratteristiche adatte alla stampa.
L’unica analisi che possiamo fare è considerare i vari
sistemi di stampa a parità di scansione. I sistemi di
stampa più diffusi sono: Il GETTO D’INCHIOSTRO e la
STAMPA SU CARTA FOTOGRAFICA (carta che richiede dopo
l’esposizione un processo di “sviluppo chimico ” del
tutto simile a quello di una tradizionale stampa). Il
Getto d’inchiostro è il sistema che sta avendo il maggior
sviluppo, l’obbiettivo infatti è quello di realizzare
stampe del tutto simili a quelle effettuate su “Carta
Fotografica” senza l’impiego sviluppatrici e quindi
di grandi quantità di “Chimica” con tutti i vantaggi
dal punto di vista ecologico che questo comporta, e
bisogna ammettere che con determinate immagini questo
risultato è stato sicuramente raggiunto. La stampa su
carta fotografica invece viene realizzata impressionando
una carta Fotosensibile utilizzando sostanzialmente
vari sistemi, quello che permette di stampare diapositive
di alta qualità è sicuramente l’impiego del Laser, che
permette la massima risoluzione e quindi il massimo
dettaglio. Il massimo risultato per le stampe da dia,
soprattutto di paesaggio è quello di impressionare con
un sistema Laser una carta ILFOCROME. La grossa differenza
tra la stampa “analogica” e la stampa “digitale” è che
nel secondo caso c’è la possibilità di intervenire sul
File e quindi di ottimizzare l’immagine per ottenere
il massimo in stampa senza compromessi, infatti, per
esempio se sono in possesso di una bella ma leggermente
troppo contrastata, posso ottimizzare il file e poi
“stamparla” in digitale su ILFOCROME (ex CIBA), ottenendo
colori molto saturi senza problemi.
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Domanda
Sono indeciso sull'acquisto
di una stampante fotografica.
Più precisamente tra l'hp 245 a getto d'inchiostro(4800x1200
pixel ottimizzati) e la canon 300 a sublimazione (300
dpi).
Considerando una foto fatta con la stessa macchina qual
è tra le due che mi darebbe il risultato migliore?
Risposta
La domanda che mi è
stata rivolta è molta specifica, e l’intenzione
di venetofotografia.it è sicuramente quello di
non dare opinioni a favore o contro questa o quella
marca o prodotto.
Comunque il quesito merita un chiarimento in merito
alla scelta tra le varie tipologie di stampa. Infatti
i due procedimenti in questione sono sostanzialmente
simili come risultato finale ma comportano applicazioni
diverse, infatti la sublimazione genera delle immagini
di altissima qualità e di discreta durata nel
tempo, ma a “costo copia” piuttosto elevato
a prescindere dall’immagine stampata. Dal canto
suo la Canon da luogo a immagini di qualità simili
ma molto più delicate sia all’esposizione
alla luce che all’usura, ma permette di abbassare
i costi copia qualora la copertura di inchiostro non
sia molto elevata. Permette inoltre di stampare anche
su supporti diversi dalla carta “fotografica”
tipo cartoncini FINE-ART, TELA ecc.
Esistono stampanti ink jet, (anche da uso casalingo
e non solo professionale) che utilizzano inchiostri
“pigmentati” ovverosia che permettono una
stampa con durata nel tempo di circa 75 anni e con una
elevatissima resistenza all’usura, che quindi
associano i vantaggi delle due tecnologie in questione.
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Domanda
Ho una Compatta 35mm
automatica (non digitale). E' normale che nelle foto
sviluppate sia evidente una divergenza dal basso verso
l'alto (tipo una "V" per intenderci)???? anche
senza grandangolo o teleobbiettivo.
Risposta
Normalmente le macchine
fotografiche compatte montano un’ottica con focale
35mm che è già di fatto un grand’angolo.
Questo spiega la deformazione de lei riscontrata nelle
immagini di architettura. Infatti gli obbiettivi grand’angolari
tendono a introdurre la deformazione de lei spiegata
qualora la macchina fotografica non sia tenuta in “bolla”
ovvero in piano pellicole non sia perfettamente parallelo
alle facciate dei palazzi da fotografare.
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Domanda
Ho iniziato da poco a
stampare bn, ho acquistato un esposimetro da stampa
ilford em10, nonostante le istruzioni no riesco a capire
come funziona, il valore da impostare dato dal fabbricate
dove si trova?se è quello scritto sul retro nel
mio caso "29" (quindi è fisso) perchè
una scala che si può regolare?
Risposta
premesso che l'utilizzo
di un esposimetro "SPOT" quale l'EM10 può
talvolta
risultare più complicato che non fare qualche
provino e che i numeri
dell'EM10 non sono secondi, ne valori EV.......Inserire
nell'ingranditore un negativo medio. Eseguire provini
e stampa
annotando tempo e diaframma della stampa correttamente
esposta.
Con l'EM10 si deve andare a misurare la zona di negativo
più trasparente
(più scura in stampa), che però mantenga
ancora qualche dettaglio. Ruotare
la ghiera dell'esposimetro fino a che si accenderà
il led centrale di
corretta esposizione. Annotare il numero così
trovato sulla ghiera ed
annotarlo in una tabella con il tempo di posa precedentemente
annotato.
Senza spostare nulla (negativo/esposimetro) chiudere
di un diaframma
l'obiettivo. Rutare di nuovo la ghiera dell'EM10 fino
a far accendere il
led verde. Annotare il nuovo valore trovato in corrispondenza
ad un tempo
di posa doppio rispetto al precedente (avete chiuso
di un diaframma, no?!).
Rifare le stesse operazioni per ogni possibile valore
di diaframma
dell'obiettivo.
A questo punto avrete una tabellina di corrispondenza
fra i valori della
ghiera dell'EM10 e di tempi di posa.
(Personalmene ho preferito cancellare con del bianchetto
la ghiera
dell'EM10 e scrivere i secondi direttamente lì).Inserito
il nuovo negativo da stampare, posizionate l'EM10 sulla
zona di
negativo più trasparente (più scura in
stampa), che però mantenga ancora
qualche dettaglio. Impostate il diaframma sull'obiettivo.
Ruotate la ghiera
dell'em10 fino a far accendere il led verde, leggete
il tempo
corrispondente alla posizione trovata ed impostatelo
sul timer.
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